martedì 20 settembre 2016

I can not

Il Mutiny, un tetto, Routh Graced e in un angolo, nascoste, le ombre più cupe dell'animo umano.



Siamo in mezzo a una guerra mister Lin. E se c'è qualcuno che combatte con armi diverse dalla parola, per la sicurezza di altri, diventa così difficile mettere una linea di demarcazione tra giusto e sbagliato.
I Phoenix hanno distrutto un intero quartiere, uccidendo più di trecento persone. Senza alcuna distinzione, senza alcuna morale. Un massacro. Ed io non posso credere che il mondo abbia bisogno di questo, non posso credere che sia una strada ammissibile. Io posso credere nel dialogo, nella capacità delle persone di capirsi ed accettarsi, nelle linee di demarcazione tra giusto e sbagliato, tra bene e male. Non mi permetterei mai di farti farti una ramanzina, sono uno sconosciuto per te, non ho alcun diritto di giudicarti o giudicare i tuoi pensieri. Solo, io non posso condividere una visione grigia del mondo e non riesco a stare a lungo vicino a chi la condivide e la fa propria.

mercoledì 7 settembre 2016

falling

Intere giornate spese fino all'esaurimento completo di ogni forza fisica e mentale: passare tra le macerie del quartiere irlandese raso al suolo da un evento ancora non ben definito, cercando la più flebile traccia spirituale di chi ancora vi si trova sepolto, ha esatto il suo prezzo.
Il sudore ed il fiato spezzato, le mani lorde e sanguinanti che lentamente si rigenerano. Mentre sono seduto nei pressi di una tenda, pronto a passare le poche ore di sonno che ho intenzione di concedermi proprio in quel luogo, i miei occhi cadono sulle luci della città, verso il centro, con i suoi palazzi enormi, per poi tornare alla devastazione del luogo in cui mi trovo.

Mi domando quanti cittadini superumani sarebbero accorsi nelle operazioni di salvataggio se solo il sistema legislativo avesse dato loro il beneficio di innocenza. Guardati come colpevoli dall'alto verso il basso, come potenziali bombe pronte ad esplodere, senza alcun rispetto per la nostra vita, per le nostre emozioni e per ciò che saremmo davvero potuti essere.

Qualche volta i discorsi di Inara sulla necessità della violenza, dell'impossibilità di ottenere un risultato senza il sangue, riaffiorano nella mia mente molto più vividi e pericolosi, ma non ho alcuna paura. Li osservo, giro loro attorno, mi ringhiano e sbavano addosso, minacciando di dilaniarmi eppure quando mi si gettano contro avvizziscono ed evaporano, come se non fossero mai esistiti.
Non sono gli unici ricordi che affiorano: pensare ad Inara mi riporta alla guerra, ma anche a sentimenti più forti.

Penso a Sarah ed al suo destino, quello di donare la sua vita per la patria, per il sistema di regole e valori che aveva deciso di condividere.

Penso nuovamente ad Inara ed alla potenza degli ideali, a come essi muovano le persone. Alla fine sono tornato alle macerie; senza rendermene conto mi sono alzato e mi sono incamminato verso le tende dei feriti appena estratti. Stringo una mano con forza, cerco di rassicurare, sento di condividere qualcosa con loro, un retaggio, forse un destino: stanno percorrendo la strada che ho dovuto affrontare io anni prima. Quanto vorrei poterli aiutare non solo a sopravvivere, ma anche a tornare a vivere.

Chiudo gli occhi per lasciare che fluiscano, tutti i ricordi ed i pensieri, come una cascata, affinchè possano di nuovo portarmi verso l'alto, verso la fonte. Quando mi riprendo è nuovamente l'alba, i soccorritori stanno per fare una pausa e pertanto tocca a me andare avanti.
Ogni istante di pausa è una vita che potrebbe spegnersi, non ne avrei colpa, eppure ne sarei responsabile.

Non posso fermarmi, non adesso.

lunedì 5 settembre 2016

it hurts

Signor Gao?

Dopo più di un decennio in Medio Oriente sono tornato in America. Quando sono sceso dall'aereo i miei genitori erano molto felici di vedermi, mi sono corsi incontro e nonostante li avessi assicurati durante tutti questi anni, di stare bene ed essere in salute, hanno versato le lacrime che si versano di fronte ad una bara.

Mi scusi dottor Stone, mi sono distratto

Mentre li stringevo a me osservavo oltre le loro spalle. Vedevo quei fantasmi, quegli spiriti, quei soldati, quegli eroi che rimpatriavano felici ed abbracciavano familiari assenti ed in lutto. Avevano ragione, non ero più vivo di quelli che non erano tornati.

Sono diversi mesi che è in terapia e non ho visto molti progressi

Faccio del mio meglio dottore

Potrei azzardare facendole qualche domanda?

Corpi dietro le trincee scavate nella sabbia e tra le macerie. Un'esplosione poco vicino getta i civili rimasti intrappolati nello scontro in un terrore senza pietà. Corro dietro un soldato delle truppe nazionali, è un mio amico, mi sta portando fuori dall'inferno.

Vuole sapere della guerra?

Solo quello che desidera dirmi

Il lettino in cui mi risveglio puzza di sangue. L'infermeria militare è piena di persone: l'attentato ha spazzato via ogni traccia di civiltà nella periferia nord di quella cittadina di cui nemmeno ricordo il nome. Cerco un volto amico, ma non lo trovo, chiedo informazioni. La notizia della sua morte non mi ha sconvolto per niente, sento solo quella puzza di sangue nelle narici; il ferro ossidato che fa annerire...

Emoglobine

Prego?

Ho visto le emoglobine annerire

Dove ha visto questa, cosa?

Guardavo il sangue uscire dalle mie ferite, in infermeria e dopo un po' le ho viste scurirsi, ossidarsi.

Un'infermeria, capisco. E che ruolo specifico ha questa sua visione, in riferimento alla guerra?

I miei genitori hanno insistito affinchè andassi a trovare i familiari di Robert Barrow. Dicevano che parlare con loro avrebbe potuto mostrarmi la via per uscire da qualunque cosa io potessi avere. Loro non potevano immaginare quanto quel silenzio e quella pace cittadina fosse così tremenda.

Me la ricordo, è un ricordo chiaro.

Ne ha altri di ricordi chiari?

Ho visto morire molte persone. Civili, militari, bambini.

E vorrebbe accantonarli, andare avanti, superare il trauma.

Incontrare i familiari di Barrow non è stato sufficiente, la mia memoria era costellata di nomi, senza volti, di persone che avevo conosciuto e che erano state cancellate dall'orrore, dal terrore, da una vita di violenza perpetrata per raggiungere una pace, un equilibrio.

Forse

Un viaggio ne chiamava un altro, quando tornavo ripartivo. Cercare il passato e la storia di coloro che avevo incrociato sul mio cammino stava disegnando un percorso torbido. Mi chiedevo perchè era così difficile ricordare il colore degli occhi di quella donna, quel soldato, che avevo conosciuto nell'autoblindo tra le dune di sabbia. Perchè era così difficile vederla?

Sarah

Come scusi?

Sarah Allen

Chi è Sarah Allen?

Un momento di silenzio sotto la notte senza fine. Le galassie che ruotano stando ferme in un cielo troppo piccolo per potersi sentire senza fiato ad osservarlo. La vergogna di incrociare uno sguardo così diverso dal proprio ed avere paura di ciò che non si conosce. Una divisa sporca di sangue, un volto cancellato nel dolore. Qualcuno che desiderava proteggere e che ha adempiuto al suo scopo.

Un soldato

Era una sua amica?

Si

Più di un'amica?

Si

Vuole che cambiamo argomento?

Si, per favore

Come si sveglia la mattina, qual è la prima cosa che pensa?

Non mi sveglio e non vado a dormire. Sono sempre là a correre tra le macerie, per tornare a voltare il cadavere di un amico che ho visto morire, ma di cui non ricordo il volto. Mi ricordo di tutto, della puzza di cadavere, delle città sgretolate, delle garze sporche strette attorno alle ferite. Mi ricordo di tutto questo e non mi ricordo lo sguardo di chi mi è stato vicino ed ha esalato il suo ultimo respiro per me. Mi vergogno di ricordarmi solo...

Emoglobine, dottore.